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La Nostra Città: Quartucciu

La Banda G.B. Pergolesi pone le proprie radici nel comune di Quartucciu. La breve presentazione che segue è una rielaborazione del materiale già presente sul web (e non solo).

Posizione e territorio

Quartucciu è una cittadina situata nella parte sud-orientale del Campidano di Cagliari, a circa 6 chilometri dal capoluogo regionale sardo. Si estende su una superficie di circa 27,87 chilometri quadrati con un altitudine dal livello del mare di circa 14 metri. Confina con Monserrato, Maracalagonis, Quartu S.E., Selargius, Settimo San Pietro e Sinnai; a nord-est è chiusa dalla catena montuosa dei “Sette fratelli”. Le due aree che formano il suo territorio hanno una conformazione geologica differente: una è costituita da terreni argillosi di origine palustre, l'altra ha una matrice sabbiosa di origine marina. E’ da riferire anche la presenza nel territorio del comune di una frazione molto rilevante ed estesa: Sant’Isidoro.

 

Nella Figura sotto si può notare l’evoluzione della popolazione di Quartucciu che in particolare dagli anni Cinquanta ha subito un notevole incremento. Oggi la popolazione ha superato le 11.400 unità.

 

Cenni storici

La frequentazione umana nel territorio di Quartucciu affonda le radici in epoca preistorica, come dimostrano le svariate “Tombe de giganti”. Il centro abitativo “moderno” deriva invece da un agglomerato di antiche ville che diedero origine al paese in epoca romana.

Sin dalla dominazione romana, la strada principale che congiungeva Cagliari e il Sarrabus, passava per l'attuale territorio di Quartucciu. Infatti, da svariati studi geologici e dai documenti storici risulta che il litorale quartese era reso inagibile da periodiche inondazioni del bacino di Molentargius.

Dopo la caduta dell'Impero Romano D’Occidente, Quartucciu subì numerosi saccheggi da parte dei Vandali. Durante il Medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari; in seguito passò sotto le dipendenze di Pisa per poi cadere in mano Aragonese. Nel 1426 la Baronia di Quartu - che comprendeva anche Quartucciu - fu concessa da Alfonso d'Aragona ad Antonio De Sena. Nel 1491 il paese fu incorporato nel patrimonio regio.

I secoli XVI e XVII sono stati tra i peggiori che il paese abbia mai vissuto: alle frequenti incursioni barbariche si aggiunse il dilagare della peste che si presentava con frequenza. Solo agli inizi del 1700 – quando fu concesso in feudo alla famiglia Pes – pian piano si risollevò.

Nel 1717 Quartucciu fu occupato dalle truppe inviate dall'Alberoni alla riconquista della Sardegna. Nel 1720 la Sardegna passò ai Savoia e i Re Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III riconfermarono il comune come feudo alla famiglia Pes.

Quartucciu è sempre stata indipendente: fino al 1928 fece parte del mandamento di Quartu S. E. (una sorta di circoscrizione amministrativa sovracomunale intermedia tra il circondario e il comune). Alla fine degli anni Venti il Governo - in virtù del “Regio Decreto 17 marzo 1927 n. 383” e del “Regio Decreto 26 aprile 1928” – trasformò Quartucciu e le vicine Pirri, Monserrato e Selargius in frazioni di Cagliari. Quartucciu riottenne  l’indipendenza solo nel 1983.

Le origini del nome

Il nome Quartucciu (da Quartuxio) viene spesso considerato (erroneamente) un diminutivo di Quartu S.E. In realtà il nome antico di Quartucciu - secondo alcuni documenti risalenti al IX-X secolo - deriva da due dei tre diversi sobborghi aventi il nome “Quarto”:

  • “Quarto Domino o Domito”, ossia demaniale.

  • “Quarto Tocho o Toto o Suso”, per la sua posizione più alta (a nord del torrente).

  • “Quarto Josso o inferiore”, per la sua posizione più bassa (a sud del torrente).

Quartucciu sarebbe il risultato dell’aggregazione di “Quarto Tocho” e “Quarto Josso”: questi due villaggi sin dall'antichità erano separati da un lungo torrente che passava nell'attuale "Via Nazionale", la strada centrale/principale del Comune. Come noto invece il termine “Quarto” si riferisce alla distanza dal capoluogo Cagliari (4 miglia romane).

I monumenti

Un importante luogo d’interesse storico è "Sa Dom'è S'Orcu", una delle “Tombe dei giganti” più importanti e meglio conservate in Sardegna. Si trova nella località di San Pietro Paradiso (più precisamente località “Is Concas”), presso il “Parco del Monte dei Sette Fratelli” (S.S. 125 Km 20,2 per Muravera). Risale al X-VI secolo a.C. ed ha un impianto a "protome taurina stilizzata" con un corpo rettangolare appena rastremato verso il giro del fondo. Veniva usata per dare sepoltura ai morti e per riti religiosi, come testimoniano i tre pozzetti a nord del monumento.

 

Anche gli scavi archeologici di "Pill'è Matta" sono un sito archeologico di epoca punico - romana con caratteristiche uniche in Sardegna. In particolare si tratta di una necropoli scoperta per caso nel 2000, durante alcuni lavori nella zona industriale di Quartucciu. Finora sono state individuate oltre 200 tombe e recuperati oltre 2000 reperti, tra cui bicchieri, piatti, lucerne. Le tipologie di queste tombe sono varie a dimostrazione dai diversi periodi storici in cui sono state abitate: si va da quelle "a fossa" con forma rettangolare tipica del periodo punico (IV secolo a.C.) a quelle alla "cappuccina", tipiche del periodo tardo romano (V secolo d.C.). Quasi tutte le sepolture sono state trovate intatte e nessuno sospettava che in questa zona ci fosse una necropoli di queste dimensioni. Lo scavo ha suscitato l'interesse di grandi studiosi di fama mondiale tra i quali il celebre antropologo forense Don Brothwell dell'Università di York, scopritore tra l’altro della mummia di Nefertiti. Per l'occasione, l’amministrazione del comune ha permesso l'apertura di una mostra-museo presso il la "Casa Angioni", in cui sono esposti oltre un migliaio di reperti.

 

Da ricordare anche il “Nuraghe Arrù" del XIII - IX secolo a.C. in località Sant'Isidoro e il Centro Socio-Culturale "Casa Angioni", una c.d. casa-museo.

Le piazze

Le piazze del comune sono importanti perché sono le testimonianze di un passato lontano e meno lontano:

  • Piazza Della Stazione - Quest’area fu così denominata, fino agli anni Cinquanta, poiché vi esisteva una piccola stazione ferroviaria, trasformata in seguito in luogo di fermata dei filobus. Quest’area si trova lungo l’asse di scorrimento verso il paese di Selargius e la città di Quartu S.E.; in pratica fra le attuali via Rosselli e via Don Minzoni. La stazione era costituita da un caseggiato a due vani, uno per il capostazione e l’altro come sala d’attesa per i viaggiatori. Verso sud era presente un piano d’appoggio utilizzato per pesare le merci e per facilitarne il carico e lo scarico.

 

  • Piazza Dante - Quest’area, oggi chiamata piazza, fino alla metà degli anni Sessanta era luogo di passaggio per persone e carri. A metà del 1800 quest’area era denominata "sa panca manna" per via di un edificio rettangolare, sede del macello comunale che in seguito divenne sede del dazio e infine duranti i moti del 1906 fu distrutto. Verso la fine degli anni Sessanta iniziò la creazione della piazza che fu ultimata negli anni Ottanta con la costruzione del monumento ai Caduti.

 

  • Piazza Del Crocifisso - Sino al 1900 in questa piazza c’era una gran croce di legno, la c.d. Croce del perdono”. Si racconta che a fianco a questa Croce vi era un patibolo la cui ultima esecuzione risale alla fine del 1700. Quando il patibolo fu distrutto l’area divenne ad uso agricolo. La Croce rimase in quella posizione sino al 1948 quando fu sostituita da un monumento eretto a ricordo del miracolo della pioggia: l’’idea di questo monumento fu di Don Secci, che promosse una raccolta di fondi tra la popolazione, ma la sua scomparsa gli impedì di vederlo ultimato. Il suo successore Monsignor Tronci, cercò in tutti i modi di completarla cercando di sensibilizzare le ditte a realizzare l’opera gratuitamente. Il monumento che è ancora oggi presente è costituito da un obelisco in blocchi di pietra granitica quadrangolare, con una sovrastante croce in ferro.

 

Le Chiese

Le Chiese a Quartucciu sono tante a confermare la forte tradizione culturale e religiosa del Paese.

  • Parrocchia di San Giorgio Martire - San Giorgio è il patrono di Quartucciu: si festeggia il 23 aprile con la festa liturgica e l'ultima domenica di giugno con la festività religiosa e civile. Ha come compatrona la Vergine della Difesa (che si festeggia la terza domenica di settembre). Si trova in pieno centro storico del paese. Non si sa esattamente se l’intenzione iniziale era di dedicarla a San Giorgio Martire o a San Giorgio vescovo di Suelli; infatti le caratteristiche dei due santi sono molto differenti, anche se alcuni episodi della loro vita sono simili. L’opera risale al XIV secolo e nel tempo a seguire è stata ampliata, modificata e ristrutturata varie volte. In origine aveva tre navate a ciascuna delle quali corrispondeva una porta nella facciata (due delle quali ora murate). Oggi è dotata di una sola navata ed ha otto cappelle. L’altare maggiore, in marmo, è sovrastato da quattro colonne ove è sistemato il simulacro di San Giorgio Martire (1854). L’ingresso della chiesa si prospetta su un vasto piazzale con al centro una bellissima statua della Madonna di Lourdes.

 

  • San Biagio Vescovo di Sebaste (e Martire) – San Biagio a Quartucciu è venerato da vecchia data e si festeggia il 3 febbraio. La chiesa ripropone vari stili; comunque non è anteriore alla seconda metà del 1500. Qui aveva sede la confraternita di S. Croce che nel 1620 fu aggregata all’arciconfraternita del SS. Crocifisso. Tra i riti tradizionali in onore del santo, figurano il gigantesco falò che gli abitanti ammucchiano nella piazzetta antistante la chiesa per ottenere le grazie intimamente richieste; inoltre durante la messa, il celebrante pone due candele incrociate nella gola dei fedeli mentre il coro intona i versi de “Is goccius”.

 

  • San Luigi Gonzaga – E’ di periodo seicentesco, in mattoni di fango; è costituita da un'unica navata e da una piccola sacrestia. Era sede dell’arciconfraternita della SS. Addolorata che in occasione dei riti funebri accompagnava con nenie dialettali di dolore le salme all’ultimo riposo.  Sorge dirimpetto al campanile, di fronte al piazzale della parrocchia. Sotto il salone è stato ritrovato un sotterraneo che serviva da ossario. Qui era sistemato un altare ove si celebrava la messa, e dove è stata ritrovata la statua della Pietà che oggi si trova nella chiesa di Sant’Efisio.

 

  • Parrocchia di San Pietro Pascasio - La seconda parrocchia è stata eretta canonicamente nel 1971. Ma mancava sia la chiesa sia un ambiente parrocchiale: infatti, la messa per circa 8 anni si celebrò in un garage. Furono anni duri in cui iniziò un’opera di sensibilizzazione cittadina, che portò prima alla costruzione dei saloncini parrocchiali e dopo 6 anni alla costruzione dell’attuale chiesa. L’opera fu terminata nel 1989 dopo circa 22 anni. San Pietro Pascasio si festeggia la prima domenica di ottobre.

 

  • Sant’Antonio Abate - La vecchia chiesa di S. Antonio fu gravemente danneggiata dall’alluvione del 1889. Fu ricostruita alcuni anni dopo nell’attuale Via Neghelli: fu dotata di un grandioso e splendido organo, di quadri pregevoli - tra cui spicca il S. Antonio del Fuoco - e di tanti paramenti preziosi. Nella sede prospiciente alla chiesa fu inaugurato nel 1929 un asilo infantile. A causa delle incurie, la chiesa fu prima abbandonata e poi rovinata da un restauro mal eseguito. Un tempo per la festività di S. Antonio, gli abitanti al mattino radunavano il bestiame nei pressi della chiesa affinché fosse benedetto e la sera si accendevano numerosi falò nelle strade.

 

  • Sant’Isidoro Agricoltore - Si trova nella zona di Flumini. Fu edificata nel 1741 da Don Antonio Pisano, che la dotò a sue spese per consentire agli agricoltori che risiedevano nelle campagne per tanti mesi l’anno di poter seguire le funzioni religiose. Ogni Pentecoste si svolge la festa del Santo, che prevede una processione nei campi coltivati: nell' occasione si benedicono le spine di grano e le piante d’olivo.

 

  • Sant'Efisio - E’ sita nel cimitero di Quartucciu, con facciata romanica risalente al XIII secolo.

 

Monsignor Raffaele Piras

Un personaggio che tutti ricordano importante per Quartucciu (e non solo) è stato Monsignor Raffaele Piras, nato a Quartucciu il nel 1865 e scomparso nel 1911). Fu un vescovo cattolico.

Iniziò gli studi nel seminario di Cagliari e completò il corso di teologia a Genova. A 23 anni fu ordinato sacerdote a Cagliari e nello stesso anno si laureò con lode in teologia. A 24 anni fu nominato professore di teologia dogmatica nell’ateneo del seminario di Cagliari. A 30 anni, in seguito a concorso, fu scelto per ricoprire il canonicato teologale della Primeziale; a 33 anni fu nominato vicario generale da Monsignor Balestra e a 40 anni vescovo delle diocesi di Penne ed Atri in Abruzzo. Il 20 gennaio 1907 nel duomo di Cagliari, ricevette la consacrazione episcopale.

Grazie all’Associazione "Amici di Monsignor Raffaele Piras", le spoglie del vescovo sono state riportate a Quartucciu nel 1998. Ancora oggi una delle vie più antiche della cittadina natale porta il suo nome.

 

 

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